• Scuola Nuoto Palermo: Istruire o allenare?

    StudioSport2 luglio 2018 – Nel percorso di studi che prepara un aspirante istruttore di nuoto dalle basi della sua formazione fino ai massimi livelli raggiungibili in termini di certificazione federale (quella che è ad oggi ufficialmente riconosciuta come certificazione di competenze in ambito di insegnamento del nuoto) sono presenti per esigenza didattica diversi livelli che di anno in anno è obbligatorio compiere se si vuole arrivare a fregiarsi del titolo di allenatore di nuoto. Un percorso di studi mediamente lungo che pone da un punto di vista didattico una divisione tra l’insegnamento del nuoto e l’allenamento sportivo. Nasce spontanea la convinzione che l’istruzione tecnica sia un qualcosa che prescinda dalle conoscenze della teoria dell’allenamento, cioè che sia possibile insegnare il nuoto senza conoscere i principi su cui si basa la metodologia dell’allenamento. In realtà questa convinzione è profondamente sbagliata, perchè una didattica del nuoto ben strutturata ed efficace non può prescindere da alcuni aspetti che sono fortemente connessi alla teoria dell’allenamento e senza considerare i quali è molto improbabile ottenere uno sviluppo tecnico coerente con gli obiettivi didattici che ci si prefigge. Per capire meglio questo concetto proviamo ad immaginare cosa spinge un soggetto ad avvicinarsi ad una piscina e ad imparare/migliorare il nuoto:

    • esigenze fisiche
    • esigenze di socializzazione
    • esigenze di auto-affermazione
    • altre

    Tutte queste motivazioni di cui sopra, però, non sono sufficienti a chi voglia migliorare il proprio nuoto o imparare da zero a nuotare a superare alcuni “muri” che ogni essere umano in quanto tale, deve abbattere:

    • Fatica 
    • Istinto di sopravvivenza

    Partendo da quest’ultimo, appare evidente che nessun essere vivente sarà disposto mentalmente a fare qualcosa che nella sua convinzione possa mettere a repentaglio la propria esistenza. Ecco perchè è importantissimo scegliere con attenzione assoluta la sequenza di esercizi da svolgere in piscina, far acquisire alcune abilità al proprio allievo che lo mettano in condizione di sentirsi sicuro nel proseguire le esercitazioni tecniche, studiare un percorso che proceda dal facile al difficile per aumentare la consapevolezza e quindi la sicurezza nei propri mezzi.

    Per ciò che concerne la fatica, questa è “nemica” dell’apprendimento tecnico, cioè quanto più una esercitazione comporta fatica (fisica e/o mentale) tanto minore è la capacità dell’allievo di trasformare l’idea del movimento da svolgere in movimento stesso. Il carico di lavoro assegnato dall’istruttore all’allievo è tanto più oneroso per chi deve svolgerlo quanto più è complesso o di difficile esecuzione.

    Queste considerazioni ci portano alla conclusione che l’istruzione tecnica non può prescindere dalla conoscenza dei principi dell’allenamento sportivo e che i due aspetti molto spesso considerati erroneamente separati sono invece strettamente legati a dei postulati dai quali non si può prescindere se si vuole insegnare il nuoto in modo coerente ed efficace.

    Ecco perchè è importante e oserei dire doveroso per ciascun istruttore approfondire la teoria dell’allenamento e non fermarsi alla sola didattica degli stili; aggiornarsi in continuazione e unire scienza dell’allenamento ed esperienza per offrire una istruzione tecnica che davvero possa dirsi tale e che nulla ha a che vedere con l’esecuzione incosciente di una serie ripetuta di vasche avanti e indietro. 

    Se questo articolo ti è piaciuto e sei interessato al nuoto allora lascia qui il tuo contatto!

    Nome e Cognome

    Mail

    Telefono

    Oggetto

    Clicca e spunta su "Non sono un robot" per dirci che sei una persona e non un programma di computer.

Comments are closed.